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	<title>Onoranze Funebri Roma &#187; Storia e curiosità</title>
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	<description>Lorenzetti Paolo</description>
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		<title>Bare Particolari.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Mar 2025 11:33:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[bare con rilievi]]></category>
		<category><![CDATA[bare decorate]]></category>
		<category><![CDATA[bare particolari]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Bare Particolari. Quando l&#8217;ultimo Viaggio racconta una Storia. La scelta di una bara è un momento delicato e profondamente personale nel percorso di un addio. Tradizionalmente associata a forme classiche e materiali convenzionali, la bara sta evolvendo, diventando sempre più spesso espressione della personalità, degli interessi e della vita del defunto. Per Onoranze Funebri Roma, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="https://www.onoranze-funebri-roma.com/bare-roma-prezzi/">Bare Particolari</a>. Quando l&#8217;ultimo Viaggio racconta una Storia.</h2>
<p>La scelta di una bara è un momento delicato e profondamente personale nel percorso di un addio. Tradizionalmente associata a forme classiche e materiali convenzionali, la bara sta evolvendo, diventando sempre più spesso espressione della personalità, degli interessi e della vita del defunto. Per Onoranze Funebri Roma, comprendere e offrire una gamma di &#8220;bare particolari&#8221; significa onorare al meglio la memoria di ogni individuo, accompagnando le famiglie in una scelta che possa portare un piccolo conforto nel momento del distacco.</p>
<p>Ma cosa intendiamo esattamente con &#8220;bare particolari&#8221;? Il concetto spazia ben oltre il tradizionale legno massello con finiture sobrie. Include materiali innovativi, design unici, personalizzazioni artistiche e soluzioni che riflettono passioni specifiche. Esploriamo insieme alcune delle tendenze e delle possibilità che si aprono in questo ambito.</p>
<p><strong>Materiali inaspettati e sostenibili</strong></p>
<p>Se il legno rimane un materiale intramontabile, l&#8217;attenzione verso la sostenibilità sta aprendo le porte a opzioni più ecologiche. Bare realizzate in bambù intrecciato, cartone riciclato, o legno proveniente da foreste certificate FSC non sono solo scelte rispettose dell&#8217;ambiente, ma offrono anche un&#8217;estetica naturale e delicata. Questi materiali, pur nella loro semplicità, possono essere personalizzati con decorazioni e finiture che le rendono uniche.</p>
<div id="attachment_1463" style="width: 505px" class="wp-caption alignnone"><a href="/wp-secret-content/uploads/2025/04/Gemini_Generated_Image_9lqnsd9lqnsd9lqn.jpg"><img class="size-portfolio wp-image-1463" src="/wp-secret-content/uploads/2025/04/Gemini_Generated_Image_9lqnsd9lqnsd9lqn-495x400.jpg" alt="Bare particolari" width="495" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Bare particolari</p></div>
<p><strong>Design che raccontano una Vita</strong></p>
<p>Le forme delle bare stanno diventando meno convenzionali. Accanto ai modelli rettangolari e trapezoidali, si possono trovare design più morbidi, ovali, o addirittura con linee che richiamano oggetti significativi per il defunto. Pensiamo a una bara con la forma di una barca per un appassionato di navigazione, o a un design che ricorda un libro aperto per un amante della lettura. Queste creazioni su misura richiedono una maestria artigianale elevata e una profonda comprensione dei desideri della famiglia.</p>
<p><strong>Personalizzazioni artistiche e dettagli significativi</strong></p>
<p>La vera particolarità di una bara può risiedere nei dettagli e nelle personalizzazioni artistiche. Incisioni a mano che riproducono paesaggi amati, intagli che richiamano simboli familiari, dipinti che esprimono la creatività del defunto: le possibilità sono infinite. Anche la scelta dei colori e delle finiture può contribuire a rendere la bara un oggetto unico e significativo. Un colore vivace per una persona solare, una finitura lucida per un carattere elegante, dettagli in metallo per un animo moderno.</p>
<p><strong>Bare Tematiche: un omaggio alle passioni</strong></p>
<p>Per chi ha avuto passioni particolarmente forti, esistono bare a tema che ne celebrano l&#8217;importanza nella loro vita. Un musicista potrebbe essere accompagnato in un&#8217;urna a forma di strumento musicale o decorata con pentagrammi. Un appassionato di sport potrebbe scegliere una bara con i colori della sua squadra del cuore o con un motivo che richiami il suo sport preferito. Queste scelte, sebbene possano sembrare inusuali, rappresentano un modo potente e autentico per onorare la memoria di una persona.</p>
<p><strong>L&#8217;Importanza della scelta consapevole</strong></p>
<p>La scelta di una bara particolare non è una decisione da prendere alla leggera. Richiede tempo, riflessione e un dialogo aperto con i propri cari e con i professionisti delle onoranze funebri. È fondamentale affidarsi a realtà come Onoranze Funebri Roma, che con sensibilità e competenza possono guidare le famiglie attraverso le diverse opzioni, offrendo un supporto completo nella realizzazione di un ultimo viaggio che sia veramente rappresentativo della persona scomparsa.</p>
<p><strong>Oltre l&#8217;estetica: il Valore Simbolico</strong></p>
<p>Al di là dell&#8217;aspetto esteriore, una bara particolare assume un profondo valore simbolico. Diventa un modo tangibile per esprimere l&#8217;amore, il rispetto e il ricordo per il defunto. Rappresenta un ultimo omaggio, un gesto che va oltre le parole e che contribuisce a rendere il momento dell&#8217;addio un po&#8217; più personale e significativo.</p>
<p>In conclusione, le &#8220;bare particolari&#8221; rappresentano un&#8217;evoluzione nel modo di concepire l&#8217;ultimo saluto. Non più semplici contenitori, ma veri e propri scrigni che custodiscono una storia, una personalità, un&#8217;esistenza. Onoranze Funebri Roma è consapevole di questa importanza e si impegna a offrire una vasta gamma di soluzioni personalizzate, accompagnando le famiglie con la cura e la professionalità che contraddistinguono il proprio operato. Perché ogni vita è unica e merita un addio altrettanto speciale.</p>
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		<title>Personaggi sepolti nel Cimitero del Verano</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 18:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[onoranze funebri roma]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il cimitero del Verano, cimitero monumentale situato nel quartiere Tiburtino di Roma e deve il suo nome alla ricca famiglia dei Verani che ai tempi della Repubblica Romana possedeva il luogo dove sorge oggi questo luogo molto sacro ma al tempo stesso fonte di attrazione per molti turisti grazie alle molte personalità importanti che vi [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h4>Il cimitero del Verano, cimitero monumentale situato nel quartiere Tiburtino di Roma e deve il suo nome alla ricca famiglia dei Verani che ai tempi della Repubblica Romana possedeva il luogo dove sorge oggi questo luogo molto sacro ma al tempo stesso fonte di attrazione per molti turisti grazie alle molte personalità importanti che vi riposano in pace. Intriso di storia e arte è uno dei luoghi più interessanti di Roma, non solo per i turisti.</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cenni storici</h3>
<p>Da sempre luogo di sepoltura, la zona si trova vicino la via consolare Tiburtina, ma il cimitero moderno vede la luce grazie al lavoro di due grandi architetti: il primo è Giuseppe Valadier che inizia l&#8217;opera durante il regno napoleonico del 1805, l&#8217;altro è Virginio Vespignani che prosegue i lavori al tempo dei pontificati di Gregorio XVI e Pio IX. Dopo l&#8217;avvento di Roma Capitale venne ampliato aggiungendo terreni circostanti che erano stati espropriati, in particolare si ingrandì ancora di più nel corso degli anni Sessanta, in cui venne costruito un altro grande cimitero romano, il Flaminio. Nel 1879 venne inaugurata la prima tranvia a cavalli che collegava il cimitero alla stazione Termini, e da quel momento questo luogo divenne ancor più importante per i romani, purtroppo risentì molto del bombardamento del 1943 in cui molte zone vennero danneggiate, comprese alcune tombe come quella dell&#8217;attore comico Ettore Petrolini. Ad oggi il cimitero conserva<strong> il fascino di un tempo</strong> grazie all&#8217;imponenza di una struttura che eleva al massimo l&#8217;idea di sacralità: troviamo un ingresso a tre grandi fornici contornati da 4 magnifiche statue che rappresentano <em><strong>La Meditazione, La Speranza, La Carità e Il Silenzio</strong></em>.<br />
Il vero punto forte però è il quadriportico di Vespignani, anch&#8217;esso danneggiato dal bombardamento, che precede l&#8217;ingresso vero e proprio in questo luogo ricco di storia. Di grande bellezza anche la parte più antica, ossia il cosiddetto colle Pincetto ricavato dall&#8217;espropriazione dei terreni di Villa Mancini, e che, modellato e sagomato a dovere per accogliere la Basilica di San Lorenzo fuori le mura, si trova sopra le Catacombe di San Ciriaco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1251" style="width: 505px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-secret-content/uploads/2021/02/verano.jpg"><img class="wp-image-1251 size-portfolio" src="/wp-secret-content/uploads/2021/02/verano-495x400.jpg" alt="Cimitero Verano" width="495" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Cimitero Verano</p></div>
<h3>Personaggi famosi sepolti nel Cimitero del Verano</h3>
<p>Il  Cimitero Verano è considerato oggi una sorta di museo a cielo aperto e lo stesso Comune di Roma organizza spesso delle <strong>visite guidate fra le tombe delle personalità di spicco</strong>. Sotto il profilo culturale, storico e artistico, non c&#8217;è nulla come questo complesso monumentale, testimone dell&#8217;Ottocento e Novecento italiano dove l&#8217;opera di moltissimi scultori e decoratori ha dato forma oggi a tombe che sono vere e proprie opere d&#8217;arte che preservano nel tempo l&#8217;importanza e il valore di queste personalità.</p>
<p>Un monumento di grande fascino e particolarità è ad esempio la cappella della famiglia <strong>De Filippo</strong> dove si trova il grande Eduardo, e fra gli altri il fratello Peppino e il nipote Luigi. Questa cappella funebre è davvero una delle strutture più imponenti e belle del Verano, nonostante il significato della sua esistenza: l&#8217;entrata è caratterizzata da un intreccio di rovi in bronzo sormontati da un muro liscio in cui spicca un crocifisso.</p>
<p>Fra le numerose tombe di personaggi noti troviamo quella del campione del mondo Attilio Ferraris, che nel 1934 fu il primo giocatore della Roma a far parte della Nazionale. La tomba di Ferraris, in cui è sepolta anche la moglie, si presenta molto diversa dalla precedente, seppur anch&#8217;essa monumentale poiché è una costruzione a terra sormontata da una grande lapide sorretta da 4 colonne. Trovano posto nel Verano anche le tombe di attori imponenti tanto quanto questo complesso, ad esempio <strong>Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Anna Magnani, Vittorio De Sica, Ferruccio Amendola</strong> situato al Pincetto e <strong>Alberto Sordi</strong>, poeti come Trilussa e Ungaretti, personaggi illustri della politica come Palmiro Togliatti e Giulio Andreotti, ma la lista è davvero lunga ed è opportuno citare anche il grande conduttore televisivo Mario Riva, lo scrittore <strong>Gianni Rodari</strong> e il mitico<strong> Bud Spencer</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_1252" style="width: 505px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-secret-content/uploads/2021/02/sormarchese.jpg"><img class="wp-image-1252 size-portfolio" src="/wp-secret-content/uploads/2021/02/sormarchese-495x400.jpg" alt="Sor Marchese, è l'ora!" width="495" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Sor Marchese, è l&#8217;ora!</p></div>
<h3>Itinerari interessanti</h3>
<p>Come specificato, il Comune di Roma organizza spesso itinerari nel Verano, ma se si vuole procedere in autonomia e passare una giornata immersi nella storia, ecco un&#8217;idea molto interessante per visitare le tombe più interessanti sotto diversi punti di vista:</p>
<p>Per fare un tuffo nel passato concentrandoci in particolare sugli anni della Prima Guerra Mondiale, ci sono diverse tombe che sono state testimoni di questo evento drammatico come quella di Peppino Garibaldi, Buozzi e Bissolati che l&#8217;hanno vissuta in prima persona, ma anche molti soldati caduti nel conflitto, che trovano il loro posto in un monumento funebre collettivo situato presso un punto del cimitero chiamato la Scogliera del Monte.</p>
<div id="attachment_1253" style="width: 505px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-secret-content/uploads/2021/02/96e10452-14a1-11e8-81fe-8b94b4e31ffd.jpg"><img class="wp-image-1253 size-portfolio" src="/wp-secret-content/uploads/2021/02/96e10452-14a1-11e8-81fe-8b94b4e31ffd-495x400.jpg" alt="Vittorio Gassman" width="495" height="400" /></a><p class="wp-caption-text">Vittorio Gassman</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ricordare anche momenti meno brutti possiamo attraversare l&#8217;Italia nel tempo anche attraverso il percorso perfetto per chi ama l&#8217;arte e lo spettacolo, infatti nel Verano si trovano le tombe di personaggi noti in questo campo, come ad esempio<br />
<b>Gabriella Ferri</b>, Silvio D&#8217;Amico, Ettore Petrolini, Oreste Lionello e molti altri<br />
Anche la letteratura raccoglie in questo luogo diverse personalità, come ad esempio Grazia Deledda, la sola donna italiana a ricevere il Premio Nobel, lo scrittore <b>Alberto Moravia</b> e molti altri.</p>
<p>Ruolo fondamentale nella storia del nostro Paese a cavallo fra l&#8217;Ottocento e il Novecento è giocato dalle donne, una fra tutte Maria Montessori che sebbene si sia trasferita a Roma molto giovane, non riposa in questa città, eppure in questo cimitero è presente la tomba di famiglia che la ricorda con una lapide in modo molto toccante, descrivendola come &#8216;illustre scienziata e pedagogista&#8217;. Troviamo a testimonianza del vissuto di donne importanti per l&#8217;Italia, quella dell&#8217;attivista mazziniana <b>Sara Nathan</b> che per molti anni riuniva attorno alla sua tomba tantissimi &#8216;fan&#8217; da tutto il mondo, e quella di Rosalia Montmasson, ossia l&#8217;unica donna a partecipare alla spedizione dei Mille.</p>
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		<title>Funerale nell&#8217;Antica Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Aug 2020 09:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[onoranze funebri roma]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>I rituali funebri derivano tutti da riti ancestrali. Nel mondo occidentale, i riti attuali sono fortemente ispirati alle tradizioni funerarie della Religione Romana. Popolo romano Non è un segreto, che il popolo romano era un popolo molto superstizioso. Inoltre, la religione era molto radicata nella mente delle persone: basti pensare alla lista delle numerose divinità, ognuna [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1200" style="width: 1040px" class="wp-caption aligncenter"><a href="/wp-secret-content/uploads/2020/11/Antica_roma_urna_cineraria_I-II_secolo_dc_ca.jpg"><img class="wp-image-1200 size-large" src="/wp-secret-content/uploads/2020/11/Antica_roma_urna_cineraria_I-II_secolo_dc_ca-1030x807.jpg" alt="Urna Cineraria (da Wikimedia Commons)" width="1030" height="807" /></a><p class="wp-caption-text">Urna Cineraria (da Wikimedia Commons)</p></div>
<p style="text-align: justify;">I rituali funebri derivano tutti da riti ancestrali. Nel mondo occidentale, i riti attuali sono fortemente ispirati alle tradizioni funerarie della Religione Romana.</p>
<h4>Popolo romano</h4>
<p>Non è un segreto, che il popolo romano era un popolo molto superstizioso. Inoltre, la religione era molto radicata nella mente delle persone: basti pensare alla lista delle numerose divinità, ognuna delle quali rappresentava fatti o emozioni naturali.<br />
I funerali avevano una loro divinità di riferimento: Libitina. È da questo nome divino che derivano i responsabili delle operazioni funebri sotto l&#8217;Impero Romano: i Libitinarii.</p>
<h4>Cremazioni</h4>
<p>Tra i romani era molto importante seguire un processo di rituale funebre ben preciso. Questa accuratezza nell&#8217;esecuzione della cerimonia permetteva, secondo quello che erano le loro credenze, di ottenere la vita dopo la morte.<br />
Questo è un punto essenziale da sottolineare per comprendere il processo funebre a Roma, che si basava molto sul simbolismo.<br />
Nell&#8217;Antica Roma si eseguivano principalmente cremazioni, tuttavia, fu intorno al V secolo a.C. che la cremazione divenne il tipo di funerale in assoluto più comune. Questo venne applicato soprattutto per la celebrazione del rito funebre di plebei e i patrizi, mentre gli schiavi venivano sepolti in finte sepolture comuni, senza cerimonia. L&#8217;obbligo di essere cremati era addirittura sancito dalla Legge delle Dodici Tavole, il primo corpus del Diritto Romano.<br />
Il periodo di lutto a far data dal funerale durava 9 giorni, durante i quali si tenevano banchetti. Al termine del periodo di lutto, i parenti del defunto eseguivano giochi a lui dedicati , il cui scopo principale era quello di scegliere il successore del defunto stesso. Questi giochi funebri avevano matrice nei giochi circensi di epoca romana. La pratica funeraria della cremazione fu diffusa in tutto l&#8217;Impero Romano fino al II secolo d.C., quando il Cristianesimo ne proibì l&#8217;esecuzione per far posto alla sepoltura, che nel corso dei secoli si diffuse in tutta Europa.</p>
<h4>L&#8217;esposizione dei resti</h4>
<p>Come già sottolineato in precedenza, lo status sociale del defunto (e della sua famiglia) era un fattore molto importante nel rituale funebre a Roma . Dopo la morte, la prima pratica era l&#8217;esposizione del corpo in pubblico, prima ancora che avvenisse la cremazione.<br />
Se il defunto era un patrizio (una persona naturalmente appartenente all&#8217;alta borghesia e con un ruolo politico o religioso), le sue spoglie venivano esposte in pubblico per diversi giorni, per far sì che tutti potessero testimoniare il loro  rispetto alla famiglia del defunto, onorando la salma esposta. Al contrario, se il defunto era un plebeo (una persona del popolo il cui rango era inferiore a quello dei patrizi ma superiore a quello degli schiavi), i suoi resti venivano esposti per un solo giorno prima di essere cremati. In caso di morte di un plebeo, i resti venivano esposti solo nella stretta cerchia familiare.</p>
<h4>Un rito funebre preciso per un buon soggiorno nell&#8217;aldilà.</h4>
<p>Durante questa mostra pubblica o nella cerchia familiare, i resti del defunto subivano un trattamento rituale ben preciso.<br />
Prima di tutto, i suoi occhi venivano chiusi ed un parente lo baciava per far idealmente esalare il suo ultimo respiro. Quando ciò avveniva, veniva proclamato il conclamatio. Si trattava, allora, di chiamare la Morte tre volte, a intervalli regolari. Poi aveva seguito la pulizia del corpo ed infine l&#8217;esposizione su un giaciglio funebre fiorito.<br />
Sulla bocca del defunto veniva posta una moneta per pagare Caronte, che aveva il compito di portare le ombre erranti nella dimora dei Morti al di là del fiume Stige.</p>
<h4>Sepoltura e urne funerarie</h4>
<p>C&#8217;erano vari tipi di tombe e urne in uso nell&#8217;Antica Roma: i romani avevano alternative diverse, a seconda dell&#8217;importanza e della ricchezza del defunto. Dunque, era possibile trovare la tomba come una sorta di scatola, composta da elementi costruttivi chiamati tegulae posti verticalmente a formare la scatola e altri che servivano da copertura, posti orizzontalmente.<br />
La tomba a doppia pendenza, con tegulae come base e come copertura, sostenuta da un lato da quelle dell&#8217;altro. Nelle giunture c&#8217;erano ímbri (piastrelle) che sigillavano gli spazi. Visti di fronte avevano la forma di un triangolo.<br />
Scatole di pietra, con pietre che formavano i quattro lati della tomba.<br />
Scatole di legno chiuse con chiodi, simili a bare, ma più semplici. A causa della difficoltà di conservazione del legno, nella maggior parte dei terreni, sono stati rinvenuti solo i chiodi che li tenevano sigillati.<br />
Anfore, che venivano utilizzate nelle sepolture dei bambini. Per identificare le tombe, chi poteva permetterselo, installava lapidi, stele e statue funerarie che ricordavano la vita e le gesta del defunto.</p>
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		<title>Funerali a Roma Sud e chiese del Trullo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 12:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[onoranze funebri roma]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Roma: una storia da non cercare e ricercare esclusivamente nei centri e nei posti più noti della capitale stessa. Una storia che pulsa anche nelle periferie, nemmeno troppo distanti dal centro, nelle borgate. Il Trullo, a Roma Sud, è una di queste, e di seguito ci si soffermerà principalmente sul suo patrimonio artistico-architettonico sacro, religioso. Ogni [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Roma: una storia da non cercare e ricercare esclusivamente nei centri e nei posti più noti della capitale stessa. Una storia che pulsa anche nelle periferie, nemmeno troppo distanti dal centro, nelle borgate. Il Trullo, a Roma Sud, è una di queste, e di seguito ci si soffermerà principalmente sul suo patrimonio artistico-architettonico sacro, religioso. Ogni <strong>chiesa del Trullo</strong>, infatti, ha anche le sue specifiche usanze per la celebrazione di funerali.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Chiesa di Santa Maria del Rosario<img class="alignright wp-image-1037 size-medium" src="/wp-secret-content/uploads/2017/02/Santa-Maria-del-Rosario-300x165.jpg" alt="Santa-Maria-del-Rosario" width="300" height="165" /></strong><br />
Tra le chiese del Trullo in cui si svolgono onoranze funebri, non si può non menzionare la Chiesa di Santa Maria del Rosario.<br />
Volumi imponenti, dai contorni nitidi. Piacevole connubio tra luce e colori che ispirano familiarità, infondono calore, senso di pace e di serenità. Una struttura che nella sua contemporaneità si presenta esternamente austera, con laterizi a vista e forme nette dai tratti squadrati, ben definiti.<br />
Realizzata su progetto dell’architetto Piero Sampaolo, la Chiesa di Santa Maria del Rosario ai Martiri Portuensi fu inaugurata nel 2007 da papa Benedetto XVI. Insieme alla Chiesa di San Raffaele Arcangelo e alla Cappella di Gesù Maestro, rappresenta un’importante tappa religiosa e artistico-culturale che tutt’oggi contribuisce alla rinascita e alla riscoperta del Trullo, una delle più popolari, storiche borgate dell’Urbe, a Rona Sud, in zona portuense, &#8220;poco più in là di Trastevere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chiesa di San Raffaele Arcangelo</strong><br />
Negli anni ’40 numerose famiglie italiane si stabilirono nel nascente quartiere, rimpatriate dall’estero a causa della guerra, per iniziativa del regime fascista. Rilevante a quei tempi, fu la presenza dei sacerdoti Scala briniani, che proprio in questa parte di periferia romana, bonificata sul finire del 1939, ebbero cura di assistere i numerosi emigranti, affidandoli alla protezione di San Raffaele.<br />
Anni più tardi, nel 1957, sotto la guida pastorale dei padri Cappuccini fu consacrata la Chiesa di San Raffaele Arcangelo, dai tratti tipicamente romanici, ravvisabili dalla presenza del porticato d&#8217;ingresso con archi a tutto sesto, il tutto evidenziato da colori non troppo tenui.<br />
La chiesa sorge a breve distanza dal Trullo dei Massimi, sepoltura romana del I secolo a.C., la cui foggia ricorda prettamente la struttura del trullo pugliese. Alto circa cinque metri e posto lungo l&#8217;argine del Tevere, l&#8217;antico sepolcro, manufatto di rilevanza archeologica, è da sempre l&#8217;emblema dell&#8217;intera borgata.<br />
L&#8217;edificio religioso, realizzato dall&#8217;architetto Tullio Rossi, fu un&#8217;autentica benedizione, un vero e proprio miracolo per tutti i fedeli locali che, fino al 1945, furono costretti a celebrar messa dapprima in uno scantinato del terzo lotto delle case popolari, poi fino al 1957 in un&#8217;officina automeccanica.<br />
Ulteriore prezioso contributo allo sviluppo e alla crescita della nuova borgata, nonché all&#8217;istruzione dei suoi giovani abitanti, all&#8217;epoca provenne di certo dalle Maestre Pie, congregazione nata nel XIX secolo ad opera di Madre Elisabetta Renzi, alla quale si deve l&#8217;istituzione di comunità di religiose-maestre di scuola in Italia e nel mondo.<br />
La parrocchia di San Raffaele Arcangelo consta inoltre di un altro luogo di culto, la Cappella delle Suore Ancelle di Cristo Re: pochi metri distante dalla chiesa vera e propria, è immersa in un ampio parco verde in cui sorgono anche la Casa della Congregazione femminile spagnola delle Ancelle di Cristo Re e la Casa di Preghiera di Nostra Signora della Misericordia, in grado di accogliere circa novanta pellegrini di sesso esclusivamente femminile.</p>
<p><strong>Cappella di Gesù Maestro</strong><br />
Per ciò che riguarda sempre le Chiese di Roma Sud che effettuano rituali funebri, degna di nota è anche l&#8217;architettura della Cappella di Gesù Maestro, dalla struttura a pianta circolare che si presenta sotto un&#8217;estetica sobria e accogliente, in cui il bianco è il colore predominant<a href="/wp-secret-content/uploads/2017/02/abside10.jpg"><img class="wp-image-1041 size-medium alignleft" src="/wp-secret-content/uploads/2017/02/abside10-300x184.jpg" alt="abside10" width="300" height="184" /></a>e. A spezzare la linearità dell&#8217;architettura circolare, vi sono i contorni spigolosi della cupola in lamiera testa di moro, le cui sfumature cromatiche più grevi forniscono un piacevole contrasto con il bianco.<br />
Il complesso religioso, realizzato intorno al 1969, immerso nel rigoglioso verde del parco che lo circonda, è tuttora un punto di riferimento spirituale per molti fedeli, da sempre affidato alle cure delle Pie Discepole del Divin Maestro.<br />
La congregazione femminile, istituita da don Giacomo Alberione nel 1924, all&#8217;interno della grande Famiglia Paolina, si pone particolarmente al servizio dei giovani e degli anziani, tentando di alleviarne eventuali sofferenze, dubbi e problematiche di natura sociale, esistenziale, spirituale.<br />
Nel complesso religioso della Cappella di Gesù Maestro si inserisce Casa Betania, luogo ospitale, di preghiera ma anche di ristoro e di riposo: vi sono poco più di trenta posti letto con camere singole e doppie dotate dei servizi essenziali e vi è inoltre un piccolo oratorio per la preghiera personale.<br />
Oltretutto, numerose sono le attività organizzate dalle Pie Discepole: i corsi con esercizi spirituali e i corsi finalizzati all&#8217;apprendimento dell&#8217;arte floreale per la liturgia e ai metodi di lettura della Parola di Dio, riscuotono ormai ampio successo tra parrocchiani e fedeli provenienti dal resto d&#8217;Italia e dal mondo.</p>
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		<title>Chiese per funerali Roma San Giovanni</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2016 09:37:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il quartiere di Roma chiamato San Giovanni prende il nome dall’importante Basilica che ne connota la storia. In questa zona sono presenti, oltre alla Chiesa di San Giovanni, anche altri edifici religiosi, ognuno con un suo modo caratteristico di celebrare i funerali. Eccone alcuni, partendo dalla Basilica che dà il nome a quest’area di Roma, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il quartiere di Roma chiamato <strong>San Giovanni</strong> prende il nome dall’importante Basilica che ne connota la storia. In questa zona sono presenti, oltre alla Chiesa di San Giovanni, anche altri edifici religiosi, ognuno con un suo modo caratteristico di celebrare i funerali. Eccone alcuni, partendo dalla Basilica che dà il nome a quest’area di Roma, posta fra il <strong>Sud della città eterna</strong> e il suo <strong>centro storico</strong>.</p>
<p>Basilica di <strong>San Giovanni in Laterano</strong><br />
È la cattedrale della città e della diocesi di Roma: il suo vescovo è quindi il sommo pontefice che la regge nominando di volta in volta un vescovo vicario. La storia di questa Chiesa affonda le sue radici nell&#8217;<strong>epoca romana</strong>, dal momento che i terreni su cui sorge appartenevano prima alla nobile famiglia dei <strong>Laterani</strong> e poi agli imperatori, in seguito a una confisca operata sotto <strong>Nerone</strong>. Fu Costantino il Grande, agli inizi del IV secolo, a donare il terreno al <strong>Papa</strong> affinché vi venisse costruita una Chiesa inizialmente dedicata al <strong>Santissimo Salvatore</strong> e successivamente, nel corso del medioevo, prima a San Giovanni Battista e poi a San Giovanni Evangelista: di qui il suo nome. La Chiesa ha quindi una prima particolarità: quella di essere stata sia basilica in senso statale e pagano in epoca romana, sia in senso liturgico-cristiano dopo la diffusione massiccia del Cristianesimo. Gli eventi politici e religiosi vi si intrecciano: subì il saccheggio di Roma da parte dei Visigoti nel 410 e dei Vandali nel 455. Qui venne battezzato <strong>Carlo Magno</strong> nella Pasqua del 744. Fu residenza papale per tutto il Medioevo, eccezion fatta per il periodo avignonese, ed è stata la sede di ben cinque <strong>Concilii ecumenici</strong>. Qui venne celebrato il macabro processo postumo a Papa Formoso, indetto dal suo successore Stefano VI, che lo accusava di essere diventato Papa illegalmente. Per consentirgli di rispondere alle accuse e assistere al dibattimento, la mummia di Formoso venne riesumata e ricollocata in cattedra.</p>
<p>Basilica di <strong>Santa Croce in Gerusalemme</strong></p>
<p>Situata nell&#8217;omonima piazza che si apre sul rione <strong>Esquilino</strong>, venne costruita sulle macerie della villa imperiale voluta da Settimio Severo nel III secolo d.C., La <strong>&#8216;Horti Variani ad Spem Veterem&#8217;</strong>.<br />
Fu Elena, madre di Costantino, che, dopo avervi abitato, battezzandolo Palazzo Sessoriano, fece sì che si trasformasse in una <strong>Basilica Cristiana</strong>.</p>
<p><a href="/wp-secret-content/uploads/2016/12/santa-croce-in-gerusalemme.jpg"><img class="size-medium wp-image-1026 alignright" style="margin-top: 20px; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="/wp-secret-content/uploads/2016/12/santa-croce-in-gerusalemme-300x200.jpg" alt="church" width="300" height="200" /></a>Inizialmente chiamata Sancta Hierusalem, venne in seguito ribattezzata Basilica Heleniana nel 443 d.C., dopo che Sant’Elena vi custodì i resti della Santa Croce da lei ritrovati a Gerusalemme: un chiodo e tre pezzetti di legno, due spine della corona di Gesù, parte dell&#8217;iscrizione voluta da Ponzio Pilato <strong>&#8216;Gesù di Nazareth re dei giudei&#8217;</strong>,la spugna imbevuta d&#8217;aceto con cui dissetarono Gesù, un denaro di Giuda, alcuni resti della colonna della Flagellazione.<br />
L&#8217;atrio a pianta ellittica era, in origine, coperto da un soffitto e caratterizzato da colonne ed archi e da venti finestre, cinque per lato, decorate nella parte marmorea inferiore.<br />
Nel secolo XII, sotto il Pontificato di Lucio II, la Basilica subì una profonda trasformazione: vennero create tre navate, il chiostro, il transetto ed il campanile di forma squadrata e alto otto piani. Del campanile sono visibili solo gli ultimi quattro piani, i primi sono oramai parte del monastero. Nel XIV secolo alcune finestre vennero murate.<br />
Al centro dell&#8217;abside si trova il tabernacolo in marmo che racchiude le spoglie del <strong>cardinale Quiñones</strong>, mentre il presbiterio custodisce i resti dei <strong>Santi Cesareo</strong> e <strong>Anastasio</strong>. Nei sotterranei, nella Cappella di <strong>Sant&#8217; Elena</strong>, sono conservate le spoglie raccolte dalla Santa.</p>
<p>Basilica di <strong>San Clemente</strong></p>
<p>Situata tra i colli <strong>Oppio</strong> e <strong>Celio</strong>, la barocca Basilica di San Clemente, si sovrappone ad antiche strutture erette nei secoli.<br />
Nel XII secolo, la Basilica venne costruita sui resti della <strong>Schola Cantorum</strong>, a sua volta edificata su quelli di un&#8217;antica <strong>Domus romana</strong> del III secolo, sorta sulle fondamenta della probabile antichissima sede della Zecca di Roma dei tempi di <strong>Domiziano</strong>.<a href="/wp-secret-content/uploads/2016/12/Basilica_San_Clemente_in_Rome.jpg"><img class="size-full wp-image-1024 alignleft" style="margin: 5px;" src="/wp-secret-content/uploads/2016/12/Basilica_San_Clemente_in_Rome.jpg" alt="church" width="260" height="195" /></a><br />
La prima Basilica di San Clemente, scoperta nel 1865, presenta una pavimentazione esattamente corrispondente all&#8217;attuale.<br />
Nel IV secolo, la Basilica di San Clemente cominciò a prendere le fattezze che oggi conosciamo.<br />
La prima cappella a destra è dedicata a <strong>S.Domenico</strong> ed è decorata con storie della vita del Santo. La prima cappella a sinistra è rivolta a Santa Caterina d’Alessandria ed è impreziosita dagli <strong>affreschi di Masolino da Panicale</strong> e del <strong>Masaccio</strong>, realizzati tra il 1428 ed il 1431 per il <strong>Cardinale Branda Castiglioni</strong>.<br />
A partire dal IX secolo la struttura venne decorata con affreschi e pitture: degne di nota sono il <strong>Ritratto di Papa Leone VI</strong>, le storie dei Santi Alessio e Clemente, i misteri della fede Cristiana e l&#8217;affresco della <strong>Madonna col Bambino</strong>.<br />
Verso il X secolo il pavimento venne rialzato una prima volta, ed una seconda volta nel 1084 da Roberto il Guiscardo che gli fece raggiungere gli attuali 55 centimetri.<br />
I meravigliosi affreschi del XII secolo rappresentano il <strong>Giudizio universale</strong>, le leggende di San Clemente e Sant’Alessio, la storia di S. Biagio che guarisce un fanciullo, quella di Daniele tra i leoni, il Trasporto del Corpo del Santo (forse Clemente o Cirillo), donato alla Chiesa da Maria Macellaria.<br />
Nel 1938, nei sotterranei veniva scoperta un&#8217;antica catacomba paleocristiana del V o VI sec. d.C. Pochi sepolcri ricavati in un&#8217;unica galleria dalla quale, però, si può vedere un piccolo affluente del torrente Labicano che si riversa in quella che, una volta, era la Vallata del Colosseo.<br />
La basilica venne restaurata tra il 1713 ed il 1719 da Carlo Fontana su ordine di <strong>Papa Clemente</strong> e assunse l&#8217;attuale stile tardo-barocco.</p>
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		<title>Funerali in Italia &#124; Ecco i cinque più coinvolgenti della Storia Repubblicana</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 09:57:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Un funerale è un momento di commiato in cui si rende omaggio per l&#8217;ultima volta ad una persona cara. Nella maggior parte dei casi, ad un funerale partecipano poche decine di persone; tuttavia quando a morire è una personalità illustre, il numero di partecipanti all&#8217;ultimo omaggio supera spesso diverse migliaia di persone. I funerali di [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="articleStrTitle" style="text-align: justify;">Un funerale è un momento di commiato in cui si rende omaggio per l&#8217;ultima volta ad una persona cara. Nella maggior parte dei casi, ad un funerale partecipano poche decine di persone; tuttavia quando a morire è una personalità illustre, il numero di partecipanti all&#8217;ultimo omaggio supera spesso diverse migliaia di persone. I funerali di alcune importanti personalità morte in condizioni specialmente drammatiche si sono convertiti in veri e propri fenomeni di massa, entrando di diritto nella Storia Moderna d&#8217;Italia. Abbiamo voluto, pertanto, creare una piccola lista di quelli che, secondo noi sono stati i funerali più coinvolgenti della Storia moderna d&#8217;Italia.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Il leader della Democrazia Cristiana <strong>Aldo Moro</strong>, cinque volte primo ministro, morì il 9 maggio del 1978, assassinato dai terroristi delle Brigate Rosse dopo una prigionia di cinquantacinque giorni. La celebrazione funebre pubblica di Aldo Moro venne celebrata il 13 maggio dal cardinale Ugo Poletti e dall&#8217;allora pontefice Paolo IV, amico intimo dello statista pugliese. Le circostanze drammatiche della morte di Moro e la fermezza delle istituzioni repubblicane nel non trattare con i terroristi per la liberazione del politico, fecero sì che la famiglia rifiutasse qualsiasi tipo di cerimonia pubblica.  Per questo, durante il funerale di Aldo Moro celebrato da Paolo IV, la bara era vuota: la famiglia infatti negò l&#8217;autorizzazione alla cerimonia pubblica. Alla cerimonia tenutasi nella chiesa di San Giovanni in Laterano parteciparono tutti i principali uomini politici dell&#8217;epoca e diverse migliaia di persone rimasero assiepate fuori dall&#8217;edificio.</div>
<div style="text-align: justify;">Un altro grande politico della Prima Repubblica che ebbe una cerimonia funebre estremamente emozionante fu <strong>Enrico Berlinguer</strong>, Segretario del Partito Comunista morto per le conseguenze di un attacco cardiaco mentre era impegnato in un comizio a Padova. Berlinguer venne colpito da un ictus fulminante il 7 giugno del 1984, morendo quattro giorni dopo presso l&#8217;ospedale di Padova. Il comizio, trasmesso in diretta televisiva, mostrò al mondo l&#8217;agonia di Berlinguer.<br />
I funerali del leader comunista, tenutisi il 13 giugno, videro la partecipazione di quasi un milione di persone, tra cui i principali leader politici. Anche il leader del Movimento Sociale Italiano, Giorgio Almirante, presentò omaggio alla bara del suo più fiero avversario. Pochi anni dopo la morte di Berlinguer, la tragica morte del giudice Giovanni Falcone sancì di fatto la fine della Prima Repubblica.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Il giudice <strong>Giovanni Falcone</strong>, assassinato il 23 maggio del 1992 assieme alla moglie Francesca e a tre agenti della sua scorta con un attentato dinamitardo sull&#8217;autostrada Palermo-Punta Raisi, era uno dei principali magistrati impegnati nella lotta alla mafia. Ai funerali del giudice, tenutisi il 25 maggio a Palermo nella chiesa di San Domenico, presero parte oltre ventimila persone. I politici intervenuti &#8211; Claudio Martelli, Giovanni Spadolini, Giovanni Galloni, Vincenzo Scotti &#8211; vennero contestati ed insultati dalla folla, che li accusò di aver lasciato morire Falcone con la loro indifferenza.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Karol Woijtila</strong>, primo pontefice polacco, uno dei leader religiosi più fermi nella lotta alla criminalità organizzata, espresse grande cordoglio per la morte di Falcone. Giovanni Paolo II, che rimase alla guida della Chiesa per oltre un quarto di secolo, morì il 2 aprile del 2005, dopo una lunga agonia. Ai suoi funerali, tenutisi l&#8217;8 aprile del 2005, parteciparono tre milioni di persone, affluite a Roma da ogni angolo del pianeta, compresi i principali leader politici e religiosi del globo. A celebrare i funerali fu il cardinale Ratzinger, che pochi giorni dopo venne eletto papa con il nome di Benedetto XVI.</div>
<div style="text-align: justify;">Il 12 novembre del 2003, <strong>l&#8217;attacco terroristico contro la base italiana di Nassirya</strong>, in Iraq, portò alla morte di 28 persone: 19 italiani e 9 iracheni.<br />
I 19 italiani morti erano 12 carabinieri, 5 soldati dell&#8217;esercito e 2 civili.<br />
Le salme delle vittime rientrarono in Italia, con la camera ardente allestita presso il Vittoriano.<br />
I funerali si tennero nella chiesa di &#8220;San Paolo Fuori le Mura&#8221; il 18 novembre: vi parteciparono oltre 50 mila persone.<br />
Quel giorno venne proclamato il lutto nazionale.</div>
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		<title>Le Cinque Tombe più Belle e Importanti di Roma</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 10:21:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Roma si sa, è città d&#8217;arte.Le Chiese, le statue, le piazze, i grandi resti di Roma Antica. A chi la visita o a chi la vive ogni giorno, Roma può usufruire sempre qualcosa di speciale. Non mancano, ovviamente luoghi artistici dedicati alla memoria di personaggi illustri. Ecco quelli che secondo noi sono i più significativi. [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma si sa, è città d&#8217;arte.Le Chiese, le statue, le piazze, i grandi resti di Roma Antica. A chi la visita o a chi la vive ogni giorno, Roma può usufruire sempre qualcosa di speciale. Non mancano, ovviamente luoghi artistici dedicati alla memoria di personaggi illustri. Ecco quelli che secondo noi sono i più significativi.</p>
<p><strong>Il cimitero monumentale del Verano.</strong></p>
<p>Questo luogo contiene al suo interno alcune delle tombe più belle ed importanti della Capitale, straordinarie opere che fanno di questo cimitero un vero e proprio museo all&#8217;aperto, anche in virtù del fatto che qui vi sono sepolti moltissimi personaggi famosi.<br />
Attori del calibro di Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Nino Manfredi, Vittorio De Sica e tanti altri si trovano in questo cimitero: alcuni di loro, come Manfredi e De Sica si trovano in tombe di famiglia, accompagnate da alcune statue raffiguranti la Vergine Maria, mentre gli altri in tombe semplici ma comunque belle accompagnate da particolari realizzazioni, formate da foto e parole storiche pronunciate da questi personaggi.<br />
Ognuno di questi illustri personaggi si contraddistinse per la spiccata capacità di adattarsi ad ogni ruolo, sia comico che drammatico e ha contribuito a rendere famoso il cinema italiano. Anche con la loro morte, il mito di questi grandissimi attori ha continuato a vivere in questi splendidi monumenti funerari i quali hanno contribuito a rendere il Cimitero del Verano sempre più affascinante e prestigioso.</p>
<p><strong>Il Pantheon e i Re d&#8217;Italia.</strong></p>
<p>Un&#8217;altra tomba di un personaggio famoso presente nella Capitale è quella del Pantheon: questa struttura nasce inizialmente come tempio di origini romane, dove venivano venerate diverse divinità, mentre oggi assume il ruolo di basilica. Al suo interno si trovano appunto le tombe di quelli che furono i monarchi dello Stato Italiano, Vittorio Emanuele II e Umberto I di Savoia. Le tombe sono poste ai lati della basilica dove, giornalmente, si danno il cambio decine di volontari dell&#8217;Istituto Nazionale per la Guardia d&#8217;Onore alle Reali tombe del Pantheon. Una curiosità non molto nota? Nel Pantheon è sepolto anche il grande pittore Raffaello Sanzio, il grande rivale di Michelangelo e autore di capolavori straordinari come l&#8217;affresco &#8220;La Scuola di Atene&#8221; nella Sala della Segnatura dei Musei Vaticani</p>
<p><strong>Il cimitero Acattolico.</strong></p>
<p>Antonio Gramsci giace in questo cimitero: la sua tomba è composta da una grande colonna realizzata in pietra e da una sorta di lapide e altare, nel quale nella parte superiore vi è una realizzazione in cemento nel quale sono riportati alcuni dei suoi pensieri più importanti. Gramsci è uno dei fondatori del partito comunista in Italia, ed a causa del suo pensiero venne imprigionato dai fascisti.</p>
<p><strong>La tomba di Alcide de Gasperi.</strong></p>
<p>Tra le tombe più importanti della Capitale merita di essere ricordata anche quella di Alcide de Gasperi: la tomba si trova nella Basilica di San Lorenzo ed è composta da una semplice lapide e da una particolare targa formata da due elementi, ovvero una parte dei suoi discorsi più importanti e la figura di un arcivescovo.<br />
De Gasperi fu una figura importante sotto il profilo politico essendo stato l&#8217;ultimo Presidente del Consiglio dei Ministri durante la monarchia in Italia. De Gasperi è considerato uno dei padri fondatori della Repubblica Italiana e, insieme al francese Robert Schuman, al tedesco Konrad Adenauer e all&#8217;italiano Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori del pensiero fondativo della Comunità Europea.</p>
<p><strong>Le tombe dei Papi Medicei.</strong></p>
<p>All&#8217;ultimo posto, ma solo per posizione e non di certo per importanza o bellezza, vi sono le tombe di due dei Papi Medicei, rispettivamente Giulio e Giovanni, conosciuti anche come Clemente VII e Leone X. Entrambi hanno avuto grande importanza per la chiesa, ed inoltre sono stati entrambi sepolti nella Basilica di Santa Maria sopra Minerva. La chiesta è stata realizzata con un mix di stili, abruzzese e romanico che la rendono una delle più importanti della Capitale. Le due tombe dei due Papi si trovano all&#8217;interno della basilica, e pur essendo molto semplici, rendono omaggio a due figure importanti della chiesa e dell&#8217;Italia.</p>
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		<title>&#8220;Cremazione&#8221;: Storia e funzionamento</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 09:03:36 +0000</pubDate>
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<div id="articleStrText">A differenza di quanto si possa pensare, la &#8220;cremazione&#8221; non è una pratica che viene effettuata da pochissimi secoli: vediamo a quando risale la cremazione e come oggi viene effettuata tale procedura.</div>
<p><strong>La nascita della &#8220;cremazione&#8221;. </strong></p>
<div>La pratica ha origine antichissime:  secondo alcuni documenti storici, la &#8220;cremazione&#8221; del corpo dei defunti viene praticata per la prima volta dalle popolazioni indocinesi  e del sud est asiatico già dall&#8217;età preistorica. Intorno al 3000 a.C. la pratica della cremazione venne adottata dai greci, i quali effettuavano tale procedura funeraria solo ed esclusivamente sulle persone nobili. Anche se tale rito, veniva ritenuto come sacro, in realtà il suo scopo principale era quello di eliminare i corpi dei soldati dei nemici caduti in battaglia.</div>
<div>Questo tipo di procedura venne poi introdotta a anche da parte del popolo romano: a differenza dei greci però, la pratica veniva effettuata su tutte le persone defunte, indipendentemente dalla loro classe sociale, e come per i greci,assunse una grande importanza sotto il profilo religioso. I romani, inoltre, introdussero i loculi, delle apposite nicchie  nelle quali venivano inserite le ceneri delle persone morte e venerate. La crescente popolarità nell&#8217;utilizzo di tali loculi sancì la nascita di vere e proprie &#8220;città dei morti&#8221;, le necropoli appunto, tra le quali ricordiamo quelle di San Sebastiano e San Callisto a Roma.</div>
<p><strong>La &#8220;cremazione&#8221; e la religione cristiana.</strong></p>
<div>Col passare del tempo, la pratica della &#8220;cremazione&#8221; si diffuse in moltissime popolazioni con culture anche differenti tra loro. In particolare, con il diffondersi della religione cristiana, soprattutto in Italia, iniziarono accesi dibattiti in merito alla pratica della &#8220;cremazione&#8221;:  secondo i romani, infatti, la pratica era da considerarsi come sacra e dunque doveva essere sempre applicata in qualsiasi circostanza, mentre secondo i cristiani, tale usanza non aveva alcun valore religioso, dato che derivava da religioni pagane e politeiste. Per secoli, pertanto,  la &#8220;cremazione&#8221; non fu vista di buon occhio dalle massime autorità ecclesiastiche</div>
<div>Solo nel 1963 la pratica della &#8220;cremazione&#8221; venne accettata dalla Chiesa cattolica, pur con una serie di condizioni e vincoli.<br />
In particolare la &#8220;cremazione&#8221; viene accettata dalla religione cristiana solo ed esclusivamente nel caso in cui il defunto fosse stato comunque sepolto seguendo la tradizione religiosa cristiana.<br />
Come per i cattolici anche i protestanti approvano la cremazione, mentre gli ortodossi, ancora ad oggi, la vietano in maniera categorica.</div>
<div>
<p><strong>Come funziona oggi la &#8220;cremazione&#8221;.</strong></p>
<p>Il procedimento della cremazione oggi è abbastanza semplice da effettuare: è però indispensabile che il defunto, tramite testamento, dichiari di voler essere cremato, o che il parente più vicino a lui, come ad esempio coniuge, figli, genitori o quello col grado di parentela più vicino, esprima la volontà di voler far cremare il corpo.<br />
Tale procedimento avviene mediante un particolare forno: la bara col corpo del defunto vengono adagiati su un rullo, il quale permette alla stessa bara di entrare all&#8217;interno del fuoco, dove viene bruciato.<br />
Grazie alle elevate temperature, e alla grande presenza d&#8217;ossigeno, la &#8220;cremazione&#8221; avviene in tempi brevi e in maniera perfetta.<br />
Chi ha il compito di effettuare tale procedura può controllare lo stato della &#8220;cremazione&#8221; controllando l&#8217;interno del forno tramite uno spioncino: la parte della bara che non ha preso fuoco può essere poi spinta verso il forno, in maniera tale che la combustione avvenga completamente.<br />
Le ceneri poi vengono divise dalle parti metalliche della bara e rinchiuse in un&#8217;urna, che deve essere posta nel cimitero: le ceneri del defunto infatti non possono essere sparse, poiché vietato dalla legge italiana.</p>
</div>
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