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	<title>Onoranze Funebri Roma &#187; nero lutto</title>
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	<description>Lorenzetti Paolo</description>
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		<title>Nero lutto. Ma non in tutto il mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2022 12:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[onoranze funebri roma]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e società]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nel mondo culture e tradizioni sono spesso simili e coincidono su molti aspetti ma non sempre è possibile riscontrare queste similitudini. Il lutto in particolare è un argomento molto variegato e in tutto il mondo soprattutto per quanto riguarda i colori utilizzati per indicare la condizione del lutto diverse culture si incontrano in visioni simili [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em>Nel mondo culture e tradizioni sono spesso simili e coincidono su molti aspetti ma non sempre è possibile riscontrare queste similitudini.</strong></p>
<p>Il lutto in particolare è un argomento molto variegato e in tutto il mondo soprattutto per quanto riguarda i colori utilizzati per indicare la condizione del lutto diverse culture si incontrano in visioni simili oppure differenti.<br />
È risaputo che in Occidente il colore del lutto sia senza dubbio il nero. Questo colore viene infatti adoperato durante le cerimonie religiose che riguardano i defunti sia negli allestimenti dei luoghi di culto sia nel vestiario adoperato dai cari del defunto per periodi di tempo più o meno lunghi a seconda del tempo trascorso dalla morte del defunto.</p>
<p>Sin dai tempi antichi nell&#8217;antica Roma il nero veniva utilizzato durante i riti funebri, dato il divieto di utilizzare colori sgargianti in queste occasioni.</p>
<p>Percorrendo velocemente la storia, durante i funerali della regina di Scozia Maria Stuarda fu imposto il nero come colore della veglia funebre della regnante. Il motivo per cui il nero è un colore così radicato nella cultura funebre occidentale è da ricercare nella naturale composizione del colore: il nero di per sé rappresenta l&#8217;assenza di colore ossia l&#8217;ignoto non conosciuto ossia la vita post mortem.</p>
<p>Nella cultura occidentale stessa sono presenti eccezioni al <strong>colore nero</strong> durante i riti funebri o per periodi di lutto.<br />
Sin dalla Preistoria, gli uomini tingevano di rosso le spoglie. Si pensa che la specie umana svolgesse questi riti per trasmettere ai defunti energia vitale durante il rito funebre.<br />
Le testimonianze suggeriscono inoltre che anche durante l&#8217;epoca dell&#8217;antico Egitto il <strong>colore rosso</strong> fosse attribuito alla morte. Infatti i sarcofagi erano coperti da teli rossi e in egiziano antico il termine &#8220;arrossire&#8221; aveva il significato di &#8220;morire&#8221;.<br />
Oggigiorno si è conservata la tradizione dell&#8217;utilizzo del rosso nei riti funebri e nelle cerimonie religiose. Per citare un esempio, durante la cerimonia funebre della morte di un Papa è obbligatorio per l&#8217;ordine clericale indossare il colore rosso che ovviamente sarà presente anche negli allestimenti del luogo di culto.</p>
<p>Nei paesi occidentali però oltre il nero e il rosso, come visto sopra, anche <strong>il colore viola</strong> è considerato un colore funebre, indossato dai sacerdoti durante le celebrazioni di commemorazione dei defunti e durante il periodo di Quaresima, considerato momento luttuoso per la fede cristiana.</p>
<p>Non tutti i paesi però adoperano il nero come colore tipico delle cerimonie funebri poiché le differenze culturali attribuiscono ai colori significati diversi.<br />
L&#8217;altro colore maggiormente utilizzato in questi contesti è il bianco. Specialmente in paesi come il Giappone e la Cina il <strong>colore bianco</strong> rappresenta infatti il lutto. Per questo motivo, soprattutto in Cina, in occasioni di feste o compleanni è particolarmente sconsigliato l&#8217;utilizzo del colore bianco in quanto rappresentativo di un momento di morte, è sconsigliato infatti sia indossarlo sia adoperarlo per decorazioni o allestimenti.<br />
Il Giappone fino al diciannovesimo secolo non si è differenziato dalla Cina, considerando il bianco l&#8217;unico colore indicato nelle celebrazioni di riti funebri. Si utilizzava solamente il bianco durante i funerali ma, a causa dell&#8217;influenza occidentale, anche il Giappone ha iniziato a inserire il colore nero nelle cerimonie. Ad esempio, il sacchetto per la raccolta delle offerte è di colore bianco con un cordoncino bianco e uno nero.<br />
Nelle culture cinese e nipponica il bianco rappresenta il colore del pallore della pelle dei defunti e per questo motivo ha questo significato funebre ma come si è visto per il Giappone, le differenze culturali possono influenzare le tradizioni di un determinato paese determinando possibili cambiamenti.<br />
Il bianco è il colore del lutto anche nel mondo islamico e in Africa. Duranti i riti funebri della religione islamica il corpo del defunto viene avvolto all&#8217;interno d un sudario composto da stoffe di colore bianco. Invece in Africa, nella regione del Togo, i cari del defunto dipingono sul proprio viso una striscia di colore bianco mentre in Camerun le mogli dei defunti dipingono di bianco le proprie gambe.</p>
<p>Anche se l&#8217;uso di questo colore non è più così diffuso, anche<strong> il giallo</strong> è un colore associato al lutto durante determinati periodi storici. Si narra infatti che quando venne a mancare l&#8217;ex regina Caterina d&#8217;Aragona il re Enrico VIII d&#8217;Inghilterra e la regina Anna Bolena avessero indossato abiti gialli poiché quel colore all&#8217;epoca dei regnanti era utilizzato per indicare il lutto in Spagna, paese originario della regina Caterina.</p>
<p>Quello che è chiaro è quindi il fatto che non esiste una categorizzazione univoca dei colori caratterizzanti il lutto in tutti i paesi del mondo, ognuno culturalmente diverso dall&#8217;altro. I colori sono da sempre uno dei tanti modi per esprimere i sentimenti e gli stati d&#8217;animo degli esseri umani anche nei momenti di lutto e durante i riti funebri, con l&#8217;utilizzo di un colore rispetto a un altro in base alla cultura e le credenze di ogni popolo.</p>
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