vestizione e igiene della salma del defunto

La vestizione della salma e l’igiene del corpo.

Quando muore un nostro parente, ci troviamo sempre innanzi a situazioni imprevedibili e sconosciute.

La vestizione del defunto è una di quelle fasi delicate e difficili che richiedono abilità e precisione.Per effettuare una vestizione corretta è necessario avere a disposizione delle persone che abbiano capacità fisiche importanti, perché sorreggere la salma in questa fase non è semplice e non è da tutti. Se la vestizione avviene nelle ore successive al decesso, la salma non entra in rigor mortis, di conseguenza, sarà più semplice vestirla. In caso invece la salma sia a disposizione del magistrato e quindi la vestizione avvenga 24 ore dopo il decesso, è fondamentale distendere le parti rigidi del defunto per favorirne elasticità.

Durante la vestizione è importante stare attenti all’asportazione di eventuali flebo, cateteri e sondino. Bisogna fare piano ed evitare di essere invasivi. Nel caso del catetere, sarebbe opportuno tagliare il tubicino con una forbice e lasciarne quindi una parte all’interno del corpo del defunto, questo per evitare inutili emorragie. È importante poi provvedere alla pulizia della salma, con un panno bagnato, sapone e rasoio per tagliare la barba. Dopo la pulizia avviene la vestizione vera e propria, bisogna cominciare con gli indumenti intimi, quindi slip, maglietta, calze. Evitate di infilare il reggiseno alla salma, poiché questo altera la posizione naturale del seno. Per trasferire la salma nel cofano, è necessario essere almeno in 4 persone. Un piccolo trucco del mestiere è quello di spostare la salma con un lenzuolo e nascondere quest’ultimo sotto il defunto una volta posato nel cofano.

In ogni caso, è sempre consigliabile farsi assistere dalle agenzie funebri. Infatti durante la vestizione potrebbero verificarsi problemi che non riuscireste a far fronte, come la perdita di liquido dal setto nasale, occhi o orecchie. Il personale delle agenzie in questo caso utilizzano prodotti e delle tecniche che riescono a risolvere questi imprevisti in breve tempo. Dopo la cerimonia funebre, potete poi decidere di far cremare la salma.

Questa tendenza, ultimamente sta prendendo piede e sempre più persone, vogliono farsi cremare dopo la morte. Sin dagli anni ’50 la volontà di diventare cenere dopo la morte, era diffusa tra i personaggi famosi Maria Callas, Lucio Battisti, il presidente degli Stati Uniti JF Kennedy, l’attore Robin Williams, Gianni Versace e tanti altri sono stati cremati e alcuni di loro hanno voluto fortemente la dispersione delle ceneri in mare.  Vent’anni fa il costo della cremazione era molto alto, attualmente invece varia da un prezzo di partenza di 500 euro, sino ad arrivare a 1500 euro. In Italia la dispersione delle ceneri richiede un iter burocratico molto preciso.

Per prima cosa, è fondamentale avere a portata di mano l’iscrizione presso l’ufficio di stato civile e il testamento del defunto che dichiara espressamente la cremazione e la dispersione delle ceneri. Una volta cremato il corpo, ai parenti viene restituita un urna con all’interno le ceneri.  Quest’ultime possono essere disperse solo in alcune aree cimiteriali definite dal comune (spazi di mare, di lago, di terra). La persona incaricata alla dispersione delle ceneri deve essere indicata dietro espressa volontà del defunto.  Quindi per chi abbia intenzione di farsi cremare, è fondamentale fare richiesta quando si è ancora in vita. In casi eccezionali di morte violenta o improvvisa, solo il certificato medico può sbloccare la situazione.

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